NEPAL TODAY. In the Forest, in the Villages
11 giugno - 30 agosto 2026
Dall'11 giugno al 30 agosto 2026 la Sala del Capitano della Rocca ospita una mostra dedicata alla fotografia nepalese contemporanea.
Mentre in Occidente la fotografia sembra essersi smarrita, affogata nella sterminata produzione di immagini instangrammate e resa ormai ibrida rispetto alle sue origini dall’esponenziale ascesa del digitale da oltre un ventennio, nel Global South del mondo, il linguaggio delle immagini e la responsabilità sociale del fotografo sono di rilevante attualità mai come oggi.
Molti dei lavori prodotti dagli artisti nepalesi contemporanei muovono proprio da questo tipo di ricerca. Essi indagano il cambiamento e cosa significa vivere e trovarsi in una giovane democrazia.
Il sentimento di rivalsa nei confronti delle classi dominanti e dell’ingiustizia sociale è più che mai vivo in tutte le nuove generazioni, inclusi gli artisti.
Non deve dunque stupire quanto la pratica fotografica sia diffusa, ad esempio, nel subcontinente indiano, con alcuni centri di eccellenza come il Pathshala Institute di Dacca, in Bangladesh, con i dipartimenti di fotografia, film e televisione che accolgono studenti dall’India, Pakistan, Sri Lanka, Bhutan, Myanmar e Nepal. Il centro diretto da Shahidul Alam è il riferimento anche per i tre fotografi nepalesi presenti nella mostra: Uma Bista, Kishor Sharma e Sagar Chhetri (quest’ultimo formatosi proprio al Pathshala Institute).
Il coraggioso e indipendente sviluppo dell’arte contemporanea in Nepal ha fatto sì che negli anni recenti si sia progressivamente affermato uno scenario ricco di proposte e autorevole tanto da riuscire a collaborare con istituzioni internazionali di prim’ordine come la Sharjah Foundation o la Biennale di Venezia o quella di Sidney, in aggiunta a varie istituzioni del subcontinente indiano.
A testimonianza di ciò fanno testo il festival biennale Photo Kathmandu, la Nepal Picture Library e il centro Photo Circle. Il festival si colloca oggi come un appuntamento imprescindibile nell’ambito delle arti visuali del subcontinente, punto d’incontro e confronto al pari delle biennali indiane, del Bangladesh, o del Pakistan. Inoltre, la collocazione geografica del Nepal ha inaspettatamente reso Kathmandu un interessante snodo artistico all’interno del sud-est asiatico.
Riferendosi al solo ambito fotografico, il Nepal si presenta dunque come un Paese ricco di giovani artisti che indagano tematiche quali le dinamiche di genere, memoria e identità, eredità postcoloniale, politica, sociale, religione, cultura, tutte istanze molto care all’arte contemporanea e in particolare al subcontinente indiano, e più in generale nel Global South. L’attuale generazione di artisti contemporanei è forse la prima a essere mai esistita in Nepal, e nei loro lavori si percepisce una solida formazione artistica e una grande energia propositiva, contenuti forti e forme espressive audaci, nonostante la carenza di strutture pubbliche e private. La loro ricerca si caratterizza come uno spazio ai margini della contemporaneità tramite il quale è possibile osservare il cambiamento in corso e commentarlo, tracciando talvolta dei paragoni con il passato o fare annotazioni per il futuro circa unpredictable sviluppi; altre volte invece si manifesta semplicemente come rappresentazione delle diversità, intendendo con ciò non solo le disuguaglianze sociali ma soprattutto la ricchezza che da queste deriva.
Per questo, lo scenario artistico nepalese è molto promettente quanto del tutto sorprendente.
Il catalogo è edito da SILVANA EDITORIALE.
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.



FONDAZIONE UGO DA COMO







